Le meravigliose pietre che noi ammiriamo tutti i giorni nelle vetrine dei gioiellieri, al collo delle grandi star di Hollywood e che indossiamo quotidianamente, non si presentano in questa forma in natura: dall'estrazione all'incastonatura esse subiscono un processo di lavorazione, volto ad esaltarne la brillantezza attraverso le sfaccettature e il colore: il taglio della gemma è il momento più importante di tutto questo procedimento. Per quanto riguarda i diamanti, il taglio è esattamente uguale a quello delle altre pietre - come rubini, zaffiri, acquamarina e smeraldi – e dipende essenzialmente dalle dimensioni, dalla forma della pietra grezza, dalla moda e da ragioni commerciali.
Vediamo insieme i tagli più utilizzati dai gioiellieri e apprezzati dai clienti.

TAGLIO A BRILLANTE

Sicuramente il taglio più famoso, creato espressamente per i diamanti, il taglio a brillante ha 57 faccette (33 nella parte superiore della gemma e 24 nella parte inferiore) più una cosiddetta 58esima faccetta all'estremità inferiore, punto di incontro di tutte le altre. Di forma rotonda se visto dall'alto, il diamante a taglio brillante fu un successo immediato verso la fine del 1600, quando il tagliatore Vincenzo Peruzzi lo portò sul mercato: la pietra tagliata secondo queste proporzioni esaltava al massimo livello la propria brillantezza e il fuoco (ovvero il “taglio a brillante ideale”).

L’unica nota negativa di questo taglio perfetto è che comporta una notevole perdita di peso della pietra (quantificabile intorno al 60/63%), perdita necessaria se si pensa al risultato eccezionale del prodotto finito.

TAGLIO A BAGUETTE

Il taglio a baguette, o rettangolare, ha la parte superiore piatta e ricorda molto la forma del tipico pane francese, da cui prende il nome. E’ uno dei tagli più antichi e tradizionali, apprezzato soprattutto perché può essere realizzato anche con strumento e tecnologie modesti, comportando una minima perdita di peso della pietra grezza (diversamente dal taglio a brillante di cui abbiamo parlato prima). Generalmente riservato a pietre di piccole dimensioni, il taglio a baguette in un pavé lascia meno spazio tra una gemma e l’altra, conferendo al gioiello nel suo insieme una continuità visiva molto apprezzata: per questo motivo, le gemme con tale forma contornano una pietra centra di taglio diverso, che spicca tra le altre.

TAGLIO A GOCCIA

Facente parte della famiglia del taglio brillante, il taglio a goccia (o a pera) è uno dei più diffusi, e dei più apprezzati. Il numero di faccette standard per questa forma è di 71, ma il rapporto lunghezza e larghezza varia a seconda del gusto personale del cliente.

Il taglio a goccia è particolarmente adatto per anelli di fidanzamento dallo stile retro, orecchini e pendenti: famosissimo è il “Taylor-Burton”, il diamante a goccia incastonato in un collier, donato da Richard Burton all'allora moglie Elizabeth Taylor per il loro matrimonio; altra famosissima pietra tagliata a goccia è il diamante grezzo più grande mai rinvenuto, il Cullinan I, ora incastonato nello scettro appartenente ai Gioielli della Corona Britannica.

TAGLIO OVALE

Taglio appartenente anch'esso alla famiglia del taglio brillante, il taglio ovale fu creato nel 1957 dal gioielliere belga Lazare Kaplan. Questo taglio viene generalmente realizzato con 57 faccette e, se tagliato perfettamente, emana la stessa brillantezza di un diamante rotondo: per questo motivo viene privilegiato per le gemme e, soprattutto, per i diamanti da incastonare negli anelli di fidanzamento, circondato da altre pietre o solitario.

La gemma più famosa con questo taglio è sicuramente il diamante Koh-I-Noor - da 109 carati – la cui storia risale addirittura al 1304, quando venne rubata al Raja di Malwa. Attualmente, questa pietra quasi incolore è in possesso della Famiglia Reale Britannica e, come il Cullinan, facente parte dei Gioielli della Corona.

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